Sophie Bolsani
Quando il design parla internazionale: una mobilità a Elisava, Barcellona
SUPSI Image Focus
Sophie Bolsani è un’assistente del Bachelor in Comunicazione visiva presso il DACD. Nel suo secondo anno di mandato ha effettuato un workshop in Art Direction presso ELISAVA-School of Design and Engineering di Barcellona, durante il periodo estivo 2025.
Come hai scoperto il workshop di Elisava e cosa ti ha spinto a scegliere proprio Barcellona per la tua esperienza di mobilità?
Per la mia Formazione Continua ero alla ricerca di un corso di Art Direction e, dopo aver esplorato le proposte offerte dalle varie università, ho trovato che il workshop di Elisava rispondeva pienamente alle mie esigenze e obiettivi.
Qual è stato l’aspetto più significativo del corso in termini di crescita professionale e personale?
Ho avuto l’opportunità di mettermi alla prova sotto molti aspetti, a partire da quello personale: ho frequentato una scuola in una lingua che stavo ancora apprendendo, in una città nuova e insieme a studenti provenienti da tutto il mondo. Questa esperienza mi ha permesso di acquisire maggiore sicurezza nella mia indipendenza, nella padronanza linguistica e nelle relazioni sociali: una ricchezza che solo un’esperienza simile può offrire.
A rendere il tutto ancora più prezioso è stato il contenuto del corso, estremamente interessante e in linea con le mie ambizioni future.
Nel questionario post-mobilità hai menzionato che la lingua è stata sia una sfida che un’opportunità: in che modo l’immersione linguistica ha influenzato la tua esperienza?
Trovarmi circondata da studenti e docenti internazionali, tutti accomunati dalla lingua spagnola, è stata una sfida che mi ha spinta a mettermi in gioco e a immergermi completamente nella conversazione e nelle relazioni interpersonali. Ho potuto arricchire il mio vocabolario, imparando nuove terminologie, espressioni e accenti caratteristici delle diverse provenienze dei miei compagni.
Durante il workshop avete sviluppato un progetto di art direction supportato dall’intelligenza artificiale. Puoi raccontarci come si è svolto e cosa hai imparato da questa collaborazione internazionale?
Il progetto si è rivelato estremamente stimolante, organizzato in modo intensivo ed efficace per favorire sia l’apprendimento teorico sia la messa in pratica delle nozioni in ogni fase progettuale. Durante il corso delle lezioni abbiamo affrontato tutte le fasi che un art director vive durante la progettazione, conoscendo al contempo le diverse figure professionali che lo affiancano. Per ragioni legate alle tempistiche e al concept stesso del workshop, tali figure sono state sostituite dall’intelligenza artificiale, che abbiamo sperimentato e “istruito” in gruppo per la creazione del prodotto visivo.
Ogni gruppo ha sviluppato, dall’inizio alla fine, un progetto di art direction, unendo le conoscenze pregresse di ciascuno, dalla cultura personale al percorso accademico e professionale, elementi che hanno reso ogni partecipante unico e al tempo stesso fondamentale per la realizzazione del progetto finale.
Che consiglio daresti ai colleghi che stanno pensando di intraprendere una mobilità simile, e come pensi di condividere la tua esperienza all’interno del tuo dipartimento?
Consiglio a coloro che pensano di intraprendere un’esperienza di mobilità, di cogliere questa opportunità e partire per scoprire ma soprattutto scoprirsi. Si torna a casa più ricchi di esperienza, sicurezza, conoscenza e nuove connessioni.
Ho potuto condividere la mia esperienza alle colleghe più vicine, ma sono sempre felice di parlarne anche con altri colleghi curiosi. Raccontarla di persona permette di trasmettere l’entusiasmo di chi l’ha vissuta, e credo che questo aggiunga un valore autentico e contagioso.