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Immagina una riunione in cui solo il 35% dei partecipanti si sente davvero coinvolto. Ogni giorno, questo scenario diventa realtà, lasciando inespresso il potenziale di interi gruppi di lavoro, soffocando idee innovative e trascurando soluzioni che potrebbero fare la differenza.
La diversità, oggi più che mai, non è solo una questione etica, ma una leva strategica per il successo. Il vero vantaggio competitivo per le aziende nasce dalla capacità di creare spazi collaborativi, dove ogni voce conta e ogni prospettiva viene valorizzata. In questo contesto, le riunioni giocano un ruolo cruciale: come possiamo garantire che siano davvero inclusive e riflettano questi valori?
La gestione della diversità e dell’inclusione è riconosciuta oggi come una risorsa chiave per il benessere e la crescita competitiva delle imprese. Rendere l’inclusione reale, però, si rivela spesso difficile, con frequenti barriere. Molte organizzazioni faticano a tradurre la consapevolezza in azioni concrete e misurabili. La conseguenza? Alcune voci restano marginali e la partecipazione effettiva non viene garantita a tutti.
Organizzare riunioni che rispettino delle linee guida DEI (Diversity, Equity, Inclusion) è una questione di grande attualità. Una ricerca della Harvard Business Review su una grande banca internazionale ha rivelato un dato sconcertante: solo il 35% dei dipendenti si sente realmente coinvolto nelle riunioni. Chi ne soffre maggiormente? Donne, lavoratori da remoto e introversi, evidenziando l’importanza di adottare un approccio più inclusivo.
In particolare, l'esitazione di alcune donne nell'esprimere le proprie idee o nel sostenere i propri interessi può essere influenzata dalla paura di essere percepite come troppo assertive o in contrasto con norme di genere tradizionali. Questa mancanza di fiducia è frequentemente amplificata da pregiudizi culturali e stereotipi di genere, che incidono sulla percezione delle proprie capacità, riducendo il coinvolgimento attivo.
Anche altre categorie affrontano sfide nel sentirsi ascoltate, soprattutto nelle riunioni online. Persone over 50, giovani, la comunità LGBTQIA+, chi vive con una disabilità e chi, per il proprio stile comunicativo, personalità o aspetto fisico, si discosta dalle dinamiche dominanti, possono riscontrare difficoltà nel far sentire la propria voce. Queste barriere rischiano di escludere opinioni preziose, compromettendo l'equità e impoverendo il confronto, con un impatto negativo sul valore delle decisioni aziendali. Una soluzione interessante potrebbe essere quella di sperimentare un formato di riunione completamente da remoto, in cui anche chi si trova in ufficio partecipi dalla propria postazione, come se fosse un partecipante a distanza, favorendo così una maggiore parità di partecipazione.
Un altro ostacolo riguarda le diverse modalità di elaborazione del pensiero. Gli estroversi, che tendono ad esprimere le proprie idee attraverso il dialogo, spesso monopolizzano le conversazioni, mentre gli introversi, che preferiscono riflettere prima di intervenire, rischiano di essere tagliati fuori. Per evitare che questo squilibrio impedisca a tutte le prospettive di emergere, è consigliato incoraggiare la partecipazione di chi tende a intervenire meno anche attraverso strumenti di interazione in tempo reale (es. Mentimeter, Slido, Poll Everywhere tra i tanti) o brainstorming di gruppo. Un'ulteriore strategia utile potrebbe essere l'uso della scrittura: dare a tutti il tempo di riflettere sulla domanda, scrivere le proprie idee e poi condividerle. Questo permette ai partecipanti meno vocali di organizzare i propri pensieri e garantisce che le loro opinioni vengano ascoltate. Inoltre, se qualcuno tende a dominare la discussione, chiedergli di occuparsi del verbale o di prendere appunti da condividere in seguito può aiutarlo a concentrarsi maggiormente sull'ascolto, dando così spazio agli altri per intervenire.
Quanto detto sopra indica che, senza un reale impegno per l'inclusione, il potenziale di alcuni team rimane inespresso. Le aziende devono quindi andare oltre le dichiarazioni sulla diversità, abbattendo le barriere che limitano una piena partecipazione e creando le condizioni affinché ciascuno possa esprimere al meglio le proprie competenze.
I dati parlano chiaro: la diversità porta vantaggi concreti. Le imprese con una maggiore eterogeneità etnica e culturale hanno il 35% di probabilità in più di superare i propri concorrenti in termini di profitti, e quelle con una dirigenza diversificata aumentano del 43% le possibilità di ottenere rendimenti finanziari superiori. Promuovere la diversità, quindi, non è solo una scelta etica, ma anche un vantaggio competitivo che si riflette in risultati tangibili.
Per ottenere questi risultati, è fondamentale che i leader sviluppino una consapevolezza critica sui propri pregiudizi impliciti e si impegnino a creare un ambiente in cui ogni persona si senta ascoltata e rispettata. Un primo passo cruciale è praticare l’introspezione, ponendosi domande scomode ma necessarie per identificare le proprie inclinazioni inconsce. Senza questo esame interiore, può emergere l'unveiling aversive discrimination: una forma di esclusione sottile, spesso inosservata, che si manifesta non con atti evidenti, ma tramite segnali come il linguaggio del corpo, il tono di voce e perfino le battute. Postura, sguardi e gesti possono infatti tradire un atteggiamento di fastidio o intolleranza, che viene inevitabilmente percepito negativamente da chi ne è destinatario.
Facilitare discussioni in cui tutte le voci possano emergere non solo arricchisce il confronto, ma riduce anche il rischio di groupthink, la tendenza dei gruppi a conformarsi al pensiero dominante a scapito di alternative più valide.
E di successo
“Un mondo egualitario rappresenta un miglioramento per l'intera società. Quando l'uguaglianza si sviluppa, le comunità risultano più sane, le imprese più solide, le economie crescono e, in definitiva, il mondo diventa un luogo migliore per tutti”
Il successo di una riunione dipende dalle persone coinvolte e dalla qualità delle loro interazioni. La comunicazione, però, non si limita solo al momento dell'incontro: inizia già prima e continua durante e dopo la riunione. Creare un ambiente in cui tutti si sentano liberi di partecipare e ascoltati è fondamentale per ottenere risultati concreti e una collaborazione reale. Nei prossimi paragrafi esploreremo cosa fare prima, durante e dopo una riunione per massimizzare l’efficacia.
Checklist
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Ordine del giorno e obiettivi
Chiarire il tipo di riunione (operativa, tattica o strategica) e preparare un'agenda dettagliata. L’ordine del giorno dovrebbe essere inviato in anticipo, includendo obiettivi specifici e lo scopo della riunione. I ruoli dei partecipanti e gli obiettivi devono essere comunicati in modo chiaro prima dell'incontro. È importante utilizzare un linguaggio inclusivo e promuovere il rispetto di norme di condotta professionale che valorizzino la diversità e l’equità. Per le riunioni online, si raccomanda l’utilizzo di strumenti digitali accessibili e appropriati. Inoltre, inviare i materiali pertinenti con anticipo può facilitare una preparazione adeguata.
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Selezione delle e dei partecipanti
La selezione delle/dei partecipanti deve basarsi sulle competenze specifiche e sulla loro rilevanza per i temi in discussione. È importante assicurarsi di includere persone che possano fornire prospettive diverse sull'argomento o che siano direttamente interessate dalla discussione. In questo modo, si favorisce un dialogo più ricco ed inclusivo.
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Accessibilità ed inclusività
La pianificazione degli orari degli incontri è essenziale per garantire la partecipazione di tutte le persone coinvolte. Gli incontri dovrebbero essere organizzati durante gli orari di lavoro standard, in modo da venire incontro alle diverse esigenze, comprese quelle di chi ha responsabilità di cura. La programmazione dell'incontro dovrebbe tenere conto anche di eventuali festività culturali o religiose, così come delle differenze di fuso orario, soprattutto quando partecipano professionisti da tutto il mondo.
È importante che l'invito includa un riferimento che permetta a chi partecipa di segnalare eventuali necessità di adattamento. Queste possono riguardare, ad esempio, la possibilità di partecipare da remoto, l'accessibilità fisica dello spazio (come l'assenza di barriere architettoniche), o altre esigenze specifiche che potrebbero facilitare una partecipazione piena ed inclusiva.
È importante che l'invito includa un riferimento che permetta a chi partecipa di segnalare eventuali necessità di adattamento. Queste possono riguardare, ad esempio, la possibilità di partecipare da remoto, l'accessibilità fisica dello spazio (come l'assenza di barriere architettoniche), o altre esigenze specifiche che potrebbero facilitare una partecipazione piena ed inclusiva.
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Ambiente fisico
L'ambiente fisico della riunione dovrebbe promuovere il benessere fisico e mentale ed essere progettato per rispondere a una varietà di esigenze, includendo opzioni di seduta diversificate (come sedie ergonomiche, tavoli di diverse altezze, poltrone, pouf) per favorire il comfort e il movimento. Questa attenzione non solo giova a chi potrebbe avere preferenze o necessità cognitive diverse (ad es. persone affette da ADHD, Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), ma anche a coloro che richiedono flessibilità per ragioni di benessere fisico, come il bisogno di muoversi dopo periodi prolungati di seduta. Garantire una buona qualità dell’aria, illuminazione naturale, controllo acustico e adeguata regolazione della temperatura contribuisce a migliorare l’esperienza per tutti/e, promuovendo sia la concentrazione e produttività che il benessere generale. Garantire che le persone siano distribuite in modo equilibrato nello spazio, affinché ognuno possa essere visto e ascoltato.
Checklist
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Creazione di un ambiente inclusivo
Accogliere ogni persona per nome, invitandola a condividere, se lo desidera, i propri pronomi. Nel caso di un team che si conosce già, è utile verificare regolarmente come stanno i membri, favorendo un dialogo che aiuti a mettere tutti a loro agio.
Nelle riunioni in presenza è importante rispettare la distanza sociale indicata dalla prossemica, adattandola al grado di familiarità tra colleghi e colleghe. Infatti, una vicinanza eccessiva può essere percepita come invasiva, trasformando rapidamente un’interazione da sociale a intima generando disagio.
Nelle riunioni in presenza è importante rispettare la distanza sociale indicata dalla prossemica, adattandola al grado di familiarità tra colleghi e colleghe. Infatti, una vicinanza eccessiva può essere percepita come invasiva, trasformando rapidamente un’interazione da sociale a intima generando disagio.
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Gestione delle interruzioni
Stabilire sin dall'inizio che le interruzioni non sono accettate e, qualora si verifichino, intervenire prontamente per restituire la parola alla persona interrotta. È importante offrire a chi partecipa l'opportunità di esprimere commenti o preoccupazioni. Riassumere brevemente i punti chiave della discussione aiuta coloro che faticano a concentrarsi quando più interlocutori parlano contemporaneamente, garantendo una maggiore chiarezza.
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Flessibilità nelle modalità di partecipazione
Consentire alle persone di esprimersi nel modo che ritengono più confortevole, che sia parlando, utilizzando la chat o contribuendo prima o dopo la riunione via e-mail.
È importante che l'invito includa un riferimento che permetta a chi partecipa di segnalare eventuali necessità di adattamento. Queste possono riguardare, ad esempio, la possibilità di partecipare da remoto, l'accessibilità fisica dello spazio (come l'assenza di barriere architettoniche), o altre esigenze specifiche che potrebbero facilitare una partecipazione piena ed inclusiva.
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Gestione del tempo
Assicurarsi che vi sia tempo sufficiente per affrontare tutti i punti dell'ordine del giorno, evitando che una discussione monopolizzi l'incontro. Strumenti come una "lista di attesa" per argomenti fuori tema possono essere utili per garantire che vengano affrontati se rimane tempo. Quando possibile, accorciare i meeting per ridurre il carico psicologico e aumentarne l’efficienza.
Checklist
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Follow up e riconoscimento dei contributi
Un riepilogo dei punti chiave e delle azioni da intraprendere dovrebbe essere inviato entro 24 ore dalla conclusione della riunione. È importante ringraziare tutte le persone per i loro contributi e chiarire le decisioni prese. Inoltre, verificare con i/le partecipanti lo stato delle attività assegnate durante l’incontro, per garantire che tutti abbiano compreso i propri compiti e si sentano supportati nel portarli a termine.
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Riflessione e miglioramento continuo
Richiedere un feedback a chi ha partecipato per valutare l'efficacia della riunione e raccogliere suggerimenti per migliorare i futuri incontri. È utile riflettere su ciò che ha funzionato e su ciò che potrebbe essere perfezionato.
La diversità è una risorsa strategica che ogni azienda deve imparare a sfruttare. Ma perché questo avvenga, ogni collaboratore e collaboratrice deve avere l'opportunità di mettere a frutto le proprie competenze e contribuire al meglio. Riunioni inclusive, dove ogni voce viene ascoltata e rispettata, sono la chiave per prendere decisioni migliori e raggiungere un successo condiviso. In un mondo dove l'uguaglianza è un valore imprescindibile, la diversità non può più essere un'opzione, ma una priorità. È il momento di agire: garantire che ogni riunione sia uno spazio di inclusione è il primo passo per costruire imprese solide, innovative e competitive.
La diversità è una risorsa strategica che ogni azienda deve imparare a sfruttare. Ma perché questo avvenga, ogni collaboratore e collaboratrice deve avere l'opportunità di mettere a frutto le proprie competenze e contribuire al meglio. Riunioni inclusive, dove ogni voce viene ascoltata e rispettata, sono la chiave per prendere decisioni migliori e raggiungere un successo condiviso. In un mondo dove l'uguaglianza è un valore imprescindibile, la diversità non può più essere un'opzione, ma una priorità. È il momento di agire: garantire che ogni riunione sia uno spazio di inclusione è il primo passo per costruire imprese solide, innovative e competitive.
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- 10 gennaio 2024
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- Avegno
- 10.0 ECTS
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