Lavoro sociale
La parola come spazio di libertà: incontro con Roberto Saviano - Blog Formazione continua
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- La parola come spazio di libertà: incontro con Roberto Saviano
La Formazione continua in Lavoro sociale SUPSI ospita Roberto Saviano per un incontro dedicato al suo ultimo romanzo: "L’amore mio non muore".
L’appuntamento nasce dalla volontà di creare uno spazio di dialogo in cui la parola letteraria diventi strumento di riflessione etica, politica e umana attraverso la voce di un autore che da anni interroga la realtà.
L’incontro con Roberto Saviano nasce infatti dal desiderio di creare uno spazio dove la parola letteraria diventi strumento di riflessione etica, politica e umana. Leggere ci permette di vivere vite che non sono le nostre, ci consente di entrare nelle storie di altri e di porci di fronte ad altre prospettive, talvolta destabilizzanti. Attraverso narratori diversi, prospettive multiple, personaggi in conflitto, siamo invitati a riflettere su più fronti. Riconoscere che più interpretazioni possono coesistere, che una verità pienamente oggettiva non esiste e che ogni giudizio richiede sospensione e ascolto. È fondamentale per tutti, ma diventa assolutamente imprescindibile per chi opera nell’ambito della relazione d’aiuto.
La letteratura come pratica formativa
La proposta di organizzare un appuntamento letterario nasce dalla missione culturale, formativa e sociale che appartiene alla Scuola universitaria professionale.
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Nel linguaggio corrente, l’amore viene trattato come una dimensione privata, confinata alla sfera affettiva. Saviano ne rovescia la prospettiva: l’amore, dice, è una forma di resistenza, non un rifugio dal mondo, ma un modo per starci dentro senza soccombere. In questa visione, amare significa esporsi, assumersi la responsabilità di guardare l’altro e riconoscerlo nella sua vulnerabilità. È un gesto controcorrente in un tempo che addestra all’indifferenza, alla selezione, alla difesa di sé. Per chi lavora nell’area sociale, questa idea risuona con forza: una declinazione dell’amare è anche un atto professionale. Significa scegliere di restare dentro le storie difficili, di continuare a vedere possibilità dove altri vedono solo rischio o fallimento. L’appuntamento letterario mira a porre l’accento sull’importanza delle parole: chi non sa nominare la realtà, non può trasformarla.
11 dicembre 2025
dalle 18:30 alle 20:00
L’idea di invitare Roberto Saviano alla SUPSI si inserisce all’interno di un percorso di promozione in dialogo aperto su temi centrali della contemporaneità con autori che attraverso le loro pubblicazioni portano sguardi altri. In questo caso l’amore come forza vitale e come forma di resistenza, la parola come strumento di libertà e di consapevolezza, la letteratura come spazio di impegno. L’incontro con Saviano non è solo una presentazione, ma un esercizio di pensiero collettivo. Discutere di “L’amore mio non muore” , significa interrogarsi su cosa oggi significhi (r)esistere: come individui, come professionisti, come cittadini.
Leggere ci obbliga a rallentare, a sostare, a cercare senso dove l’immediatezza del mondo lo cancella. Con questa iniziativa, la Formazione continua Lavoro sociale riafferma la propria missione: formare professionisti capaci non solo di agire, ma di pensare. Pensare la realtà, le parole che la descrivono, le emozioni che la attraversano. Senza pensiero critico, ogni azione sociale rischia di ridursi a tecnica. Senza emozione, la conoscenza perde il suo scopo più profondo: capire per prendersi cura.
Leggere ci obbliga a rallentare, a sostare, a cercare senso dove l’immediatezza del mondo lo cancella. Con questa iniziativa, la Formazione continua Lavoro sociale riafferma la propria missione: formare professionisti capaci non solo di agire, ma di pensare. Pensare la realtà, le parole che la descrivono, le emozioni che la attraversano. Senza pensiero critico, ogni azione sociale rischia di ridursi a tecnica. Senza emozione, la conoscenza perde il suo scopo più profondo: capire per prendersi cura.