CAS WASH
Garantire l'accesso all'acqua potabile attraverso la Formazione continua - Blog Formazione continua
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A Meride, nel cuore del Mendrisiotto, partecipanti provenienti da ogni angolo del mondo si sono riuniti per il modulo in presenza del Certificate of Advanced Studies: "Water, Sanitation and Hygiene for humanitarian and developing contexts", più comunemente conosciuto con il suo acronimo: “CAS WASH”.
L’obiettivo del CAS WASH è prevenire crisi idriche soprattutto nei paesi poveri, affrontando una delle sfide più urgenti del nostro tempo. Come spiega il professor Claudio Valsangiacomo ai microfoni di Teleticino: "I cambiamenti climatici stanno mettendo a rischio l'approvvigionamento e la qualità dell'acqua in molte regioni, una realtà che non possiamo più ignorare."
Nella settimana a Meride, le studentesse e gli studenti del CAS si sono confrontati con uno scenario d'emergenza, simulando la gestione di un campo profughi per 6.000 persone. Un compito complesso: garantire l'accesso all'acqua potabile, progettare le latrine, pianificare una scuola e predisporre una tenda medica. Se può sembrare lontano dalla realtà ticinese, per molti dei 17 partecipanti, provenienti da paesi come Etiopia, Afghanistan, Pakistan, Indonesia, Nepal, Bangladesh, questo scenario non è solo teorico. Nei loro territori, lavorano quotidianamente per garantire un bene tanto prezioso quanto scarso: l'acqua.
"In Svizzera siamo fortunati", osserva il professor Valsangiacomo: "abbiamo una quantità d'acqua potabile che spesso diamo per scontata, eppure ne sprechiamo moltissima, fino a 30 volte di più rispetto alle popolazioni di Africa, Sudamerica o Asia" .
Un confronto che non può lasciare indifferenti: "Oggi, un terzo di miliardo di persone vive in una condizione di crisi umanitaria, e questo numero è destinato a crescere”.
Le testimonianze delle e dei partecipanti rivelano l'impatto tangibile che questo CAS ha sulle loro vite e sui loro paesi. Shakirullah Salarzai, dall'Afghanistan, descrive la drammatica situazione idrica nel suo paese: "L'acqua potabile è una delle sfide più grandi, aggravata dalla contaminazione delle acque luride. Questo corso mi sta insegnando come trattare l'acqua e risolvere un problema che per noi è vitale”.
Nella settimana a Meride, le studentesse e gli studenti del CAS si sono confrontati con uno scenario d'emergenza, simulando la gestione di un campo profughi per 6.000 persone. Un compito complesso: garantire l'accesso all'acqua potabile, progettare le latrine, pianificare una scuola e predisporre una tenda medica. Se può sembrare lontano dalla realtà ticinese, per molti dei 17 partecipanti, provenienti da paesi come Etiopia, Afghanistan, Pakistan, Indonesia, Nepal, Bangladesh, questo scenario non è solo teorico. Nei loro territori, lavorano quotidianamente per garantire un bene tanto prezioso quanto scarso: l'acqua.
"In Svizzera siamo fortunati", osserva il professor Valsangiacomo: "abbiamo una quantità d'acqua potabile che spesso diamo per scontata, eppure ne sprechiamo moltissima, fino a 30 volte di più rispetto alle popolazioni di Africa, Sudamerica o Asia" .
Un confronto che non può lasciare indifferenti: "Oggi, un terzo di miliardo di persone vive in una condizione di crisi umanitaria, e questo numero è destinato a crescere”.
Le testimonianze delle e dei partecipanti rivelano l'impatto tangibile che questo CAS ha sulle loro vite e sui loro paesi. Shakirullah Salarzai, dall'Afghanistan, descrive la drammatica situazione idrica nel suo paese: "L'acqua potabile è una delle sfide più grandi, aggravata dalla contaminazione delle acque luride. Questo corso mi sta insegnando come trattare l'acqua e risolvere un problema che per noi è vitale”.
Il servizio sul modulo in presenza del CAS WASH, realizzato da Laura Milani per Teleticino
Anche la professoressa Tigist Alemu, dall’Etiopia, racconta la sua esperienza: "Lavoro presso il Dipartimento dell’acqua in Etiopia, dove monitoriamo la qualità dell'acqua e collaboriamo con istituzioni come le AIL di Lugano. Questo corso mi fornisce strumenti preziosi per migliorare le mie competenze e per trasmetterle alle mie studentesse e ai miei studenti. Studiamo come affrontare le emergenze, e questo è fondamentale".
Con la professoressa Alemu è stato avviato un progetto per analizzare la qualità dell’acqua potabile dell’ultimo miglio (nota per la contaminazione da materiale fecale).
Da questa iniziativa nascerà una pubblicazione scientifica in collaborazione con l'Università di Addis Abeba, sotto la supervisione del professor Argaw Ambelu, figura di spicco a livello internazionale e membro del Review Committee della prestigiosa rivista medica The Lancet.
Con la professoressa Alemu è stato avviato un progetto per analizzare la qualità dell’acqua potabile dell’ultimo miglio (nota per la contaminazione da materiale fecale).
Da questa iniziativa nascerà una pubblicazione scientifica in collaborazione con l'Università di Addis Abeba, sotto la supervisione del professor Argaw Ambelu, figura di spicco a livello internazionale e membro del Review Committee della prestigiosa rivista medica The Lancet.
Aggregatore Risorse
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- Modalità da definire
- 13 febbraio 2025
- Frequenza da definire
- Mendrisio, Campus SUPSI
- 12.0 ECTS
- 120 ore-lezione